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Non si può parlare di spesa sanitaria pubblica citando genericamente la spending review senza riflettere su alcuni dati oggettivi. La spesa sanitaria del nostro paese è inferiore del 15% della media dell’Europa a 15 e l’aumento registrato dal 2000 al 2009 nel rapporto spesa-PIL ha visto l’Italia passare dal 5,8% al 7,4% contro una media europea che è passata dal 6,6% all’8,3%.

Nonostante ciò, gli ultimi provvedimenti del Governo ridurranno di 17 miliardi il finanziamento per il servizio sanitario nazionale. Per la nostra Regione questo significa 1 miliardo e 400 milioni in meno per il prossimo triennio. Una realtà che ci costringe ad utilizzare le risorse in maniera ancora più efficiente, per evitare di ridimensionare i servizi.

La popolazione dell’Emilia-Romagna, che presenta il tasso di invecchiamento più alto del paese ed un aumento della cronicità, esprime bisogni assistenziali sempre più complessi, oltre ad una elevata fragilità sociale. Per questo, se non vogliamo perdere la qualità che contraddistingue il sistema sanitario emiliano-romagnolo, dobbiamo rifuggire dalle scorciatoie dei tagli lineari, tenendo fermi alcuni principi chiave.

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Bologna, 9 maggio 2012

La perdita di Maurizio ci priva di un amico, di un collega, di un uomo di profonda umanità, generosità, passione politica e civile. Il nostro affetto e il nostro dolore si uniscono a quello della moglie Rossella e della figlia Federica. Bologna, l’intera comunità regionale, tutti quelli che l’hanno conosciuto e gli hanno voluto bene oggi perdono un punto di riferimento importante.

Alessandrini Tiziano, Barbieri Marco, Bertelli Alfredo, Bianchi Patrizio, Bonaccini Stefano, Carini Marco, Casadei Thomas, Costi Palma, Errani Vasco, Ferrari Gabriele, Fiammenghi Miro, Garbi Roberto, Gazzolo Paola, Lusenti Carlo, Marani Paola, Marzocchi Teresa, Mazzotti Mario, Melucci Maurizio, Monari Marco, Montanari Roberto, Mori Roberta, Moriconi Rita, Mumolo Antonio, Muzzarelli Gian Carlo, Pagani Giuseppe Eugenio, Pariani Anna, Peri Alfredo, Piva Roberto, Rabboni Tiberio, Richetti Matteo, Saliera Simonetta, Vecchi Luciano, Zoffoli Damiano

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Attenzione: l’evento è stato annullato e rimandato a destinarsi 

Famiglie e persone che si prendono cura.

Buone pratiche alla prova per un nuovo modello di welfare

Sabato 12 maggio – ore 9/13

Bologna – Sede del Partito democratico (via Rivani, 35)

Clicca qui per tutte le informazioni

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Breve intervista a Paola Marani in occasione dell’inaugurazione della mostra “Aquae” di Crevalcore. L’intervista è a cura del Consorzio della Bonifica Burana per la trasmissione “Con i piedi per terra – News”.

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Alcuni dati per fare il punto sulla situazione dell’occupazione femminile

Qual è il ruolo delle donne nel mondo del lavoro? Ne parlavo qualche giorno fa a Bologna in occasione della prima festa organizzata dalla Conferenza delle donne del Partito Democratico del Navile. Nel corso di questa bella iniziativa abbiamo avuto modo di affrontare tante questioni che a vario modo si legano a un problema di fondo, ovvero il divario fra le possibilità lavorative delle donne e quelle degli uomini.

Secondo il rapporto “Global Gender Gap”, stilato annualmente dal World Economic Forum, l’Italia si trova al 74esimo posto mondiale per quanto riguarda la differenza fra uomini e donne in campo economico, politico e sociale. Davanti a noi si trova una lunghissima lista di paesi, senza parlare dei nostri vicini di casa europei, dove questo divario è assai più ridotto.

A questo proposito, vale la pena ricordare cosa recita la nostra Costituzione agli articoli 37 (“la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”) e 51 (“tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza”). È chiaro come a tutt’oggi siamo ben lontani dall’attuazione di questi principi sanciti nel 1948.

Se ci soffermiamo sulla nostra regione, i dati del 2011 mostrano una situazione senza dubbio migliore, anche se non ancora soddisfacente. Continua

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Sabato scorso ero a Persiceto con il consigliere regionale Thomas Casadei e il preside di Agraria Andrea Segrè per parlare di università, in occasione di una giornata di orientamento organizzata dal PD e dai Giovani Democratici.

Nel corso del mio intervento, ho sottolineato il ruolo chiave che deve svolgere l’ateneo bolognese come elemento centrale del Piano strategico territoriale. È necessario che Bologna recuperi e rafforzi il rapporto con l’università, che è il simbolo della città all’estero. Dobbiamo recuperare il ruolo dell’università come risorsa non solo economica – attualmente ci sono 87.000 studenti che portano a Bologna 600 milioni all’anno, una cifra più alta del bilancio del Comune – ma anche politica ed amministrativa. L’ateneo bolognese deve tornare a fare scuola nella politica, nelle imprese e nell’amministrazione pubblica.

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(pubblicato su NOI DONNE, aprile 2012)

Ciascuno di noi ha avuto opportunità diverse per toccare con mano la povertà estrema che colpisce ancora tanta parte del mondo. Da una parte ci siamo purtroppo abituati alla straziante normalità dei barconi della morte che hanno trasformato quello specchio d’acqua che si affaccia alla nostra costa meridionale in un cimitero di disperati senza volto. Dall’altra vediamo da vicino la fatica di chi, arrivato nella nostra terra con la speranza di una vita migliore, si ritrova a fare i conti con le difficoltà sempre crescenti nel mantenere un lavoro, trovare una casa con un affitto sostenibile, garantire ai propri figli un percorso scolastico e di vita che rispetti aspirazioni e attitudini.

Non aiuta questa riflessione la grave situazione di crisi con cui tanti di noi si misurano quotidianamente, anzi si creano distanze sempre maggiori e paure di vedere minacciati quei diritti oggi difficilmente esigibili dagli stessi cittadini italiani. Spesso perciò non riusciamo nemmeno a chiederci quanto la distanza e la solitudine che noi avvertiamo sia enormemente ampliata per chi tenta di ricominciare una vita in un paese dove non ritrova le sue radici, la sua cultura, le sue tradizioni e i suoi modelli.

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